Allegrini Boot Camp: 40 giovani da 16 nazioni alla conquista della Valpolicella

Marilisa Allegrini: “Vogliamo farli innamorare dell’Italia”

Quaranta giovani talenti del vino, 16 nazioni rappresentate, oltre 40 vini italiani e stranieri degustati, tre serate assieme, tra il centro di Verona e la Valpolicella, e la promessa di rivedersi il prossimo anno per un nuovo momento di networking. Si è conclusa a Villa Della Torre, a Fumane di Valpolicella (Vr), la prima edizione dell’Allegrini Boot Camp, una full immersion nel mondo del vino dedicata ai suoi protagonisti del futuro, ma soprattutto del presente: sommelier, buyer, influencer, ristoratori, importatori e altri professionisti del settore.

“Credo molto nel valore dei giovani, e come riescono e riusciranno a essere testimoni delle nostre produzioni – spiega Marilisa Allegrini -. Un’esperienza come questa permette loro di conoscere la Valpolicella, Verona ma soprattutto l’Italia. Vogliamo far innamorare questi ragazzi dell’Italia. Per noi sono preziosi per capire i valori da comunicare alle nuove generazioni. Abbiamo voluto raccontargli che Allegrini is a real thing: in un mondo fatto di marketing e di social media, trasmettere ciò che è tangibile fa capire realmente dove nasce la qualità del Made in Italy”.

Dopo una visita nel centro di Verona, i ragazzi hanno seguito un seminario sui vini italiani e hanno visitato il centro di appassimento Terre di Fumane, dove in questi giorni stanno arrivando le uve che daranno vita all’Amarone 2018. Quindi si sono trasferiti nel vigneto Fieramonte per una prova pratica di vendemmia, introdotta da Franco Allegrini.

La sera, una prima sessione di degustazioni e poi via alla cena nel prato di Villa Della Torre, trasformata per l’occasione in un “campus”, e un party di benvenuto.

I partecipanti si sono poi misurati in un contest sulla comunicazione del vino, il cui vincitore è risultato il progetto “Risorgimento Vineyard”, che ha proposto il recupero di un vecchio vigneto sul colle Fumana, accanto a Villa Della Torre, da trasformare in un lab permanente di formazione vitivinicola.

Tra gli interventi che hanno caratterizzato l’Allegrini Boot Camp, quello del giornalista Aldo Fiordelli, che ha parlato di ciò che fa notizia nel mondo del vino, di Giuseppe Di Martino, amministratore dell’omonimo gruppo, che si è concentrato sul rapporto tra pasta, di cui è produttore, e vino, di Stevie Kim, managing director di Vinitaly International, che ha portato la sua testimonianza di una vita spesa nel digital marketing, e di Martino Crespi, di Jeunes Restaurateurs, che ha affrontato il tema della figura del sommelier durante gli eventi. Le degustazioni, a cura dei top sommelier Walter Meccia e Gennaro Buono, hanno condotto i ragazzi in un viaggio alla scoperta dei grandi vini monovarietali italiani e delle particolari espressioni che gli stessi vitigni assumono in territori diversi.

I giovani, provenienti da Stati Uniti, Olanda, Russia, Italia, Germania, Norvegia, Messico, Svezia, Islanda, Israele, Inghilterra, Ghana, Slovacchia, Polonia, Portogallo, Ucraina, si sono dati appuntamento al prossimo anno. In particolare, i vincitori del contest saranno ospiti nel 2019 delle aziende della famiglia Allegrini, in Valpolicella, a Bolgheri e a Montalcino.