Martin e Valdonica amore a prima vista

“Valdonica mi è capitata, non era pianificato. Ero alla ricerca di una piccola casa estiva nella bella Toscana e Valdonica, vicino al borgo di Sassofortino, mi ha trovato. Sono rimasto incantato dalla bellezza di questo paesaggio dalla natura incontaminata. Qualche anno dopo aver trovato questo posto, la mia vita è cambiata completamente e mi sono trasferito qui, è diventata la mia nuova casa”

Così esordisce il proprietario, il dottor Martin Kerres, sinceramente felice di aver trovato un angolo di natura inviolata, dalla bellezza unica e pura. Valdonica, fondata nel 2006 con un’impostazione originale, s’estende per 85 ettari, di cui dieci a vigneto. Si trova nella zona delle Colline Metallifere, incorniciata da uno splendido panorama, nella denominazione del Monteregio di Massa Marittima. La posizione è molto favorevole, si tratta di una combinazione rilevante d’altitudine (i vigneti si trovano 500 metri sul livello del mare, fatto che comporta il primato per la produzione di Sangiovese e Vermentino fra i più in alta quota nella zona di Grosseto), vicinanza al Mar Tirreno e benevola esposizione a sud. Il terreno è d’origine vulcanica con prevalenza argillosa e presenza di pirite e quarzo. Seguendo una precisa vocazione, nell’azienda si coltivano Sangiovese, Ciliegiolo e Vermentino, vitigni autoctoni e tradizionali, che esprimono schiettezza, autenticità ed eleganza, assecondando completamente la naturale espressione del territorio. La prerogativa dell’azienda è la massima attenzione nei confronti della micro territorialità e l’impegno capillare affinché gli interventi umani siano ridotti al minimo indispensabile, mantenendo il massimo equilibrio naturale: “Il vino deve essere pura rivelazione del territorio, passione, rispetto e conoscenza. Non può essere stereotipato, sempre costante, uguale a sè stesso. Il vino ci parla della vendemmia, ogni annata ci racconta una sua storia” ci spiega il proprietario Martin Kerres. L’azienda Valdonica è a conduzione biologica certificata dal 2012 e la conduzione enologica è nelle mani di Tim Manning. La vinificazione avviene col solo utilizzo di lieviti indigeni e di frequente si applicano lunghe macerazioni, talvolta con la presenza dell’intero grappolo (graspo compreso) per estrarre completamente dal frutto le sue caratteristiche migliori.