Tenute del Cerro: Irrigazioni di soccorso

Pubblicato il 25 luglio 2026

Punte prossime ai 38-40 gradi tra Umbria e Toscana. Invasi per circa 150mila metri cubi d’acqua e, a Fattoria del Cerro, una rete irrigua lunga 10,6 chilometri

Proteggere i vigneti dagli effetti delle temperature estreme, preservare l’equilibrio delle piante e accompagnare le uve verso una maturazione completa e armonica. È l’obiettivo dell’irrigazione di soccorso attivata già dal mese di maggio nelle aziende di Tenute del Cerro, gruppo vitivinicolo presente con le proprie tenute in Toscana e Umbria.

L’estate 2026, caratterizzata da ripetute ondate di calore e da una prolungata assenza di precipitazioni, sta mettendo a dura prova anche la viticoltura. Nelle ultime settimane, sia nell’area di Montepulciano, dove si trova Fattoria del Cerro, sia in altri territori dove insistono le altre tenute del Gruppo le temperature massime hanno raggiunto valori prossimi ai 38-40 gradi. Condizioni particolarmente impegnative per i vigneti, soprattutto quando il caldo intenso si protrae per più giorni e si accompagna a una ridotta disponibilità d’acqua nei terreni.

Una situazione che conferma come gli effetti dei cambiamenti climatici rappresentino ormai un elemento strutturale con il quale le aziende agricole sono chiamate a confrontarsi. Diventa quindi essenziale programmare con anticipo interventi e investimenti capaci di tutelare le piante, preservare la qualità delle produzioni e utilizzare in maniera responsabile le risorse naturali.

Tenute del Cerro ha affrontato questa trasformazione realizzando nelle proprie aziende invasi destinati alla raccolta dell’acqua piovana, per una capacità complessiva di circa 150mila metri cubi. Una riserva preziosa, utilizzata durante i periodi più caldi e siccitosi attraverso sistemi di irrigazione di soccorso che permettono di intervenire in maniera mirata, soltanto nei vigneti e nei momenti in cui le condizioni delle piante lo rendono necessario.

Particolarmente significativa è l’infrastruttura realizzata a Fattoria del Cerro, ad Acquaviva di Montepulciano, dove la rete di irrigazione di soccorso raggiunge un’estensione complessiva di 10,6 chilometri. Un sistema capillare che consente di distribuire l’acqua raccolta negli invasi nei diversi appezzamenti, calibrando ogni intervento sulla base delle caratteristiche dei terreni, delle varietà coltivate e dello stato fisiologico delle viti. A supportare la gestione della risorsa idrica è anche una rete di centraline meteorologiche installate nelle aziende del gruppo. Le apparecchiature raccolgono costantemente informazioni sulle temperature, sulle precipitazioni, sull’umidità dell’aria e sulle condizioni climatiche dei diversi territori, trasmettendole a una stazione centrale. L’analisi integrata di questi dati, insieme al monitoraggio dell’umidità dei suoli e dello stato fisiologico delle piante, consente ai tecnici di stabilire dove e quando attivare gli impianti di irrigazione di soccorso.

Non si tratta quindi di un’irrigazione continuativa né finalizzata ad aumentare artificialmente la produzione, ma di un utilizzo controllato e responsabile della risorsa idrica. Gli impianti vengono messi in funzione sulla base delle informazioni rilevate dalle centraline e delle effettive necessità dei singoli vigneti, intervenendo prima che lo stress idrico diventi troppo intenso e possa compromettere il normale ciclo vegetativo della vite. “Quando le temperature si mantengono per diversi giorni su valori prossimi ai 38-40 gradi e la disponibilità d’acqua nel terreno diminuisce, la vite tende a ridurre la propria attività fisiologica, chiudendo gli stomi e rallentando la fotosintesi”, spiega Franco Fierli, agronomo di Tenute del Cerro. “Le nostre centraline meteorologiche dialogano con una stazione centrale e ci permettono di avere un quadro costantemente aggiornato delle condizioni presenti nei diversi vigneti. Incrociando queste informazioni con i dati relativi ai terreni e allo stato delle piante, possiamo decidere in maniera puntuale l’attivazione degli impianti”. “L’irrigazione di soccorso – prosegue Fierli – ci consente di mantenere un livello di umidità adeguato, salvaguardando l’apparato fogliare e l’equilibrio tra la parte vegetativa e quella produttiva. L’obiettivo non è irrigare in maniera sistematica, ma fornire alla pianta la quantità d’acqua indispensabile nel momento giusto, evitando che entri in una condizione di sofferenza difficilmente recuperabile”.

La corretta gestione delle risorse idriche assume un valore decisivo anche dal punto di vista enologico. Uno stress eccessivo durante le fasi più delicate del ciclo della vite può infatti provocare la disidratazione degli acini, una perdita di acidità e un’accelerazione della concentrazione zuccherina non sempre accompagnata da una completa maturazione aromatica e fenolica.

“Per produrre vini di qualità è fondamentale che le uve arrivino alla vendemmia sane, equilibrate e con una maturazione omogenea”, sottolinea Emanuele Nardi, enologo di Tenute del Cerro. “Evitare uno stress idrico severo significa consentire alla vite di proseguire regolarmente il proprio ciclo e accompagnare in modo armonico l’evoluzione degli zuccheri, dell’acidità, degli aromi e dei polifenoli. In un’annata particolarmente calda, l’irrigazione di soccorso può fare la differenza tra una semplice concentrazione dell’acino dovuta alla disidratazione e una maturazione autentica, completa e qualitativamente elevata”.

L’attivazione degli impianti già dal mese di maggio ha consentito di accompagnare gradualmente le piante durante le prime fasi della stagione calda, senza attendere che la carenza idrica producesse effetti visibili e difficilmente reversibili. Gli interventi continueranno nelle prossime settimane in maniera selettiva, sulla base dei dati trasmessi dalle centraline meteorologiche, dell’evoluzione delle condizioni climatiche e delle esigenze dei singoli vigneti. L’obiettivo è condurre le uve verso la vendemmia di settembre nelle migliori condizioni possibili.

“Gli invasi, le reti irrigue e il sistema di monitoraggio meteorologico sono il risultato di una scelta compiuta guardando al futuro e nella consapevolezza che il cambiamento climatico avrebbe modificato profondamente il nostro modo di fare agricoltura”, afferma Antonio Donato, amministratore delegato di Tenute del Cerro. “A Fattoria del Cerro possiamo contare su un’infrastruttura di irrigazione di soccorso lunga 10,6 chilometri, che consente di raggiungere in maniera capillare i diversi vigneti. È un investimento importante e lungimirante, che oggi ci permette di utilizzare responsabilmente l’acqua raccolta nei periodi piovosi e di proteggere il lavoro svolto durante tutto l’anno”.

“La sostenibilità ambientale e quella economica – aggiunge Donato – procedono insieme. Essere sostenibili significa ridurre gli sprechi, preservare le risorse naturali, utilizzare la tecnologia per prendere decisioni più precise, tutelare la qualità delle produzioni e garantire continuità alle aziende e ai territori nei quali operano. Investire nella capacità di adattamento significa rendere le nostre tenute più resilienti e preparate ad affrontare condizioni climatiche sempre più impegnative”.

Attraverso la raccolta dell’acqua piovana, il monitoraggio meteorologico e l’utilizzo della risorsa idrica esclusivamente nei momenti di effettiva necessità, Tenute del Cerro porta avanti un modello di viticoltura fondato sulla programmazione, sulla conoscenza dei vigneti e sull’impiego efficiente delle risorse. Un percorso che unisce innovazione, responsabilità ambientale e tutela della qualità, nella convinzione che la capacità di prevenire e limitare gli effetti delle condizioni climatiche estreme sia ormai una componente essenziale della moderna gestione vitivinicola.