A Cantine Aperte a San Martino 2026 il vino ha il suo tempo per essere degustato, vissuto e ricordato

Pubblicato il 3 novembre 2026

Dall’1 al 15 novembre nelle cantine del Movimento Turismo del Vino: merende davanti al camino, laboratori creativi con foglie e materiali autunnali, mostre fotografiche, abbinamenti di stagione e giochi sensoriali alla scoperta di profumi, frutti e spezie

La vendemmia è alle spalle, i filari si preparano all’arrivo dell’inverno e in cantina il mosto comincia il suo percorso di crescita: Cantine Aperte a San Martino è il tempo delle attese, della trasformazioni silenziose e di ascoltare le storie che ogni calice porta con sé. Dall’1 al 15 novembre le cantine del Movimento Turismo del Vino invitano a vivere il tempo giusto per il vino che si traduce nel vivere i luoghi in cui nasce, nello scoprire la sua evoluzione e nel piacere di degustarlo senza fretta, per comprendere e apprezzarne tutte le sfumature. Il cuore di questa edizione sarà infatti il dialogo tra il vino che sta nascendo in cantina e il tempo che lo sta già trasformando: i produttori del Movimento accompagneranno i visitatori alla scoperta del vino nuovo e delle annate precedenti con percorsi dal mosto alla bottiglia, assaggi dedicati alle diverse fasi di evoluzione del vino, per accompagnare il passaggio dalla vendemmia alla nuova annata.

“Con questa edizione di Cantine Aperte a San Martino vogliamo raccontare il valore del tempo - racconta Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente MTV – il tempo che trasforma l’uva in mosto e il mosto in una nuova annata,  il tempo che affina una bottiglia e quello che il produttore dedicata alla propria terra. Le cantine possono essere vere porte d’ingresso ai territori, capaci di mettere in relazione il vino con l’olio, la cucina locale, l’artigianato e le storie delle comunità che li custodiscono. San Martino è un’opportunità per le cantine di raccontarsi in modo diverso ma anche per i visitatori di scoprire qualcosa che in altri momenti dell’anno non potrebbero vivere. I recenti dati sull’enoturismo confermano che cresce sempre più il desiderio di vivere la cantina tutto l’anno: noi di MTV vogliamo rispondere a questa esigenza con esperienze che mettono al centro non soltanto il vino ma anche le persone e i territori che ne scrivono l’identità. È questo il valore della stagionalità: non offrire la stessa esperienza tutto l’anno ma dare a ogni stagione la possibilità di raccontare una parte diversa del territorio”.

A testimoniare la vitalità dell’enoturismo è anche l’Indagine Nazionale 2025–2026 realizzata da Movimento Turismo del Vino in collaborazione con CESEO–Università LUMSA e presentata a Vinitaly 2026: quasi il 60% delle cantine MTV ha registrato un aumento dei visitatori e, per circa il 30% delle aziende, gli stranieri rappresentano oltre la metà delle presenze. Numeri che raccontano un settore in crescita, ma anche il forte potenziale delle cantine come punti di accesso alla conoscenza dei territori. Una direzione che trova riscontro anche nelle più recenti ricerche sul turismo: secondo il Rapporto Mirabilia 2026 di ISNART–Unioncamere, un turista su tre ricerca esperienze legate alla cucina e alle tradizioni artigianali mentre una ricerca di Mastercard, pubblicata nel 2026, evidenzia che il 54% degli italiani considera un viaggio più significativo quando permette di imparare qualcosa di nuovo.

In questo scenario, novembre offre un’opportunità particolare sia alle cantine sia ai visitatori. Per le prime è il momento per raccontare aspetti della propria identità e della cultura locale che nei periodi di maggiore affluenza rischiano di rimanere sullo sfondo; per chi viaggia è l’occasione di entrare più profondamente nella vita dei territori, incontrare chi li abita e scoprire tradizioni legate proprio a questo momento dell’anno.

Conclusa la vendemmia, il vino diventa il filo conduttore di un patrimonio più ampio di cultura enogastronomica: dall’olio nuovo al tartufo, dalle castagne alle ricette della tradizione, fino alle usanze legate alla fine della vendemmia e all’arrivo del vino nuovo. Un legame con il territorio che caratterizza molte delle esperienze proposte dalle cantine socie del Movimento Turismo del Vino, dove la degustazione diventa il punto di partenza per conoscere paesaggi, produzioni, persone nonché le tradizioni legate a questa stagione come la ricorrenza di San Martino, patrono dei viticoltori: infatti, l’11 novembre coincide storicamente con la svinatura del nuovo mosto e con la festa dove ogni mosto diventa vino.

Questo momento sarà l’occasione per coinvolgere grandi e piccoli alla scoperta del ciclo della vite nel corso delle stagioni e delle leggende legate a San Martino con racconti e passeggiate tra i vigneti.

Ma il tempo giusto è anche quello da trascorrere insieme nell’atmosfera raccolta e calorosa che solo l’autunno sa regalare, con merende davanti al camino, raccolta delle foglie, cacce al tesoro, giochi per il riconoscimento dei profumi del vino, laboratori creativi per creare lavori fatti a mano. E ancora: pranzi e cene con menu stagionali, pizza night, passeggiate tra i vigneti, walking tour nei paesaggi della laguna, mostre fotografiche, percorsi culturali e artistici, visite nelle grotte di affinamento e in distilleria con degustazioni di grappe, brandy e distillati prodotti dalle aziende.

Cantine Aperte a San Martino interpreta così anche il valore del turismo lento: prendersi il tempo per conoscere un luogo attraverso chi lo produce e lo custodisce, lasciandosi guidare dal ritmo delle stagioni. Novembre non propone quindi una versione “fuori stagione” dell’esperienza in cantina, ma un modo diverso di viverla, più raccolto e legato alle tradizioni dell’autunno. legato alle tradizioni dell’autunno. L’evento rappresenta inoltre l’occasione giusta per sottolineare l’importanza del bere consapevole: l’8 novembre coincide infatti con Wine in Moderation Day, la giornata internazionale dedicata al consumo moderato. Il messaggio “Il vino migliore? Quello che puoi ricordare” richiama il valore dell’esperienza della degustazione che si misura nel tempo, nell’attenzione e nella curiosità che si dedicano a ciò che si assaggia, per riconoscerne tutte le caratteristiche e conservarne il ricordo. Il tutto attraverso giochi olfattivi, incontri di sensibilizzazione, quiz sulla degustazione responsabile e momenti di confronto con i produttori per avvicinarsi alle nuove generazioni con un linguaggio contemporaneo.