Costaripa RosaMara 2025: L’Eleganza del Garda racchiusa in una “Lacrima”

Pubblicato il 13 aprile 2026

Esistono vini che non si limitano a essere degustati, ma chiedono di essere ascoltati. Il RosaMara 2025 di Costaripa è uno di questi: un racconto di terra, di attesa e di quella “osservazione quieta” che la cantina definisce con il termine giapponese shibui. Fondata nel 1928, Costaripa continua a onorare la Valtènesi attraverso una filosofia dove la semplicità non è mai sinonimo di facilità, ma il punto d’arrivo di una cura meticolosa.

L’annata 2025 rimarrà impressa nella memoria per la sua straordinaria purezza. La primavera ha accolto le viti con temperature ideali, permettendo un germogliamento armonioso sotto il sole mite dei 25°C. Nonostante un’estate che, come ormai consuetudine, ha toccato picchi di 36°C accelerando i tempi della natura, il risultato è stato un’uva impeccabile, quasi immacolata. Sebbene la terra abbia donato meno frutti del solito — con una riduzione del 33% per le uve rosse — la qualità raccolta è di un equilibrio perfetto.

Tutto inizia alle prime luci dell’alba. È in quel momento, quando l’aria è ancora fresca, che la vendemmia manuale preserva la croccantezza dei frutti. Il segreto del RosaMara risiede poi nella sua anima, la vinificazione “a lacrima”: una tecnica antica e gentile che estrae solo il cuore dell’acino attraverso uno sgrondo statico naturale. Il mosto così ottenuto riposa per sei mesi in piccole, vecchie botti di rovere bianco, una scelta che non vuole coprire il vino, ma elevarne la struttura con eleganza.

Versato nel calice, il RosaMara 2025 si presenta con un colore leggerissimo di perla e rosa appena fiorita. Il profumo è un invito alla piacevolezza: una trama sottile di pesca di vigna, piccoli frutti rossi e melograno, arricchita da un tocco di spezie e da un soffio marino iodato che ricorda la vicinanza del lago.

Al palato, il vino si rivela energico e vibrante. È un sorso succoso e sapido, dalla tessitura setosa che scivola con una verticalità sorprendente, lasciando dietro di sé un finale lungo con delicati ricordi di agrumi e mandorla.

Pensato per la convivialità più raffinata, è il compagno ideale per un aperitivo che profuma di Mediterraneo. Eccelle accanto al pesce bianco crudo e alle capesante scottate, ma trova la sua massima espressione creativa nel consiglio dello chef Sergio Mei: gambero al vapore accompagnato da un’insalatina di pesche. Un abbinamento che, proprio come il RosaMara, celebra l’armonia tra freschezza e dolcezza naturale.