Coup de Théâtre, l’asta in tre atti di Pandolfini dedicata al Fine Wine

Pubblicato il 31 ottobre 2026

L’appuntamento è per il 12 e il 13 novembre a Firenze

La creazione di un catalogo d’asta è come la scrittura di un’opera teatrale: riunendo i personaggi e le loro storie, si cerca di catturare l’attenzione del pubblico. A volte, anche utilizzando qualche espediente narrativo, come un colpo di scena, un Coup de Théâtre. È da qui che prende il nome la nuova asta di Pandolfini dedicata ai Vini pregiati e da collezione, organizzata a Firenze il 12 e 13 novembre e divisa in tre atti. I tanti protagonisti di questa “pièce” sono i vini selezionati con cura dal dipartimento: dalle cantine e le tenute nostrane, fino agli château e i domaine d’oltralpe, passando anche per gli estate del Nuovo Mondo.

Atto I. Il Belpaese

Il sipario si apre nel pomeriggio del primo giorno, svelando i lotti dei produttori italiani. Si comincia con il Piemonte, terra di vini nobili e pregiati, a cui il catalogo dedica una vastissima scelta tra le principali espressioni del Nebbiolo. Gaja, Giacosa, Mascarello, Conterno sono solo alcuni dei nomi che animeranno l’asta e che condurranno, dopo un intermezzo dedicato alle altre regioni, alla sessione riservata ai grandi vini toscani. Moltissimi, come di consueto, i produttori come Montevertine, Soldera, Tignanello, Masseto, Sassicaia. Ma sono i grandi formati il vero colpo di scena di questa prima sessione: tra le rarissime proposte, a spiccare sono due bottiglie da cinque litri di Brunello di Montalcino Riserva Case Basse di Gianfranco Soldera. Formati che nascevano solo come regalie personali del leggendario produttore e quindi introvabili sul mercato.

Atto II. La Terra dei Castelli

Ad inaugurare la vendita del secondo giorno è invece Bordeaux, con una proposta particolarmente ricca, poche volte presentata in asta. Oltre 200 lotti, quasi tutti con le loro confezioni in legno originali, tra Palmer, Ausone, Haut Brion, Latour, Margaux, Mouton, Lafite e Pétrus. Fino al gran finale: due casse della Duclot Collection, vero e proprio scrigno che racchiude nove gemme del territorio.

Atto III. Vecchio e Nuovo Mondo

Si rimane in Francia per la sessione conclusiva dell’asta, che accende i riflettori sulle maison della Champagne, con lotti molto richiesti dal mercato, come due confezioni di Collection Lieux-Dits di Jacques Selosse. Tocca poi alla Borgogna, che riserva ad appassionati e collezionisti una Doppia Magnum di Chambertin Domaine Armand Rousseau del 1980 – vino leggendario che, in questo formato, è praticamente introvabile – oltre a trenta lotti del Domaine de la Romanée Conti, tra cui anche una bottiglia dell’omonimo cru annata 2021.

E dopo aver esplorato il Vecchio Continente, tra Spagna e Germania, si cambia scena verso il Nuovo Mondo, per un epilogo dal sapore più esotico e contemporaneo. Dalla Napa Valley, con bottiglie provenienti da produttori come Dominus, Harlan e il più famoso di tutti Screaming Eagle, fino a giungere all’angolo opposto del mondo, in Australia.

I riflettori sono accesi. Che l’asta abbia inizio.