EQUIPLANET -Dalla sostenibilità dichiarata alla sostenibilità certificata

Pubblicato il 2 novembre 2026

A Villa Petriolo il confronto su certificazione, ESG, credito, greenwashing e sostenibilità delle filiere

Passare dalla sostenibilità dichiarata a una sostenibilità concreta, misurabile e verificabile, capace di rappresentare un elemento di valore per le imprese e le filiere. È stato questo il tema al centro dell’incontro “Dalla sostenibilità dichiarata alla sostenibilità certificata”, promosso da EQUIPLANET a Villa Petriolo, a Cerreto Guidi.

La mattinata ha riunito imprese certificate, istituzioni e rappresentanti del mondo della finanza per un confronto sui temi della sostenibilità, dell’ESG e della trasparenza delle filiere, coinvolgendo realtà dei settori moda, turismo, ospitalità e agroalimentare, insieme a banche, associazioni di categoria, consulenti, professionisti e rappresentanti delle istituzioni e del territorio.

Al centro del confronto EQUIPLANET, lo standard dedicato alla sostenibilità delle organizzazioni, applicabile a realtà di qualsiasi dimensione e settore. Lo standard considera la gestione, la rendicontazione e la comunicazione della sostenibilità, con l’obiettivo di integrarla nelle strategie aziendali attraverso un percorso strutturato. L’organizzazione adotta un Sistema di Gestione della Sostenibilità, rendiconta in modo strutturato attività e risultati, pubblica annualmente un Bilancio di Sostenibilità e definisce obiettivi di miglioramento delle proprie performance. Brochure EQUIPLANET

EQUIPLANET si articola in quattro ambiti principali: buona cittadinanza d’impresa; sostenibilità delle operazioni e dei processi interni; sostenibilità delle catene di approvvigionamento e del valore; prodotti e strategie a supporto degli SDGs.

Un’impostazione che punta a trasformare la sostenibilità in valore misurabile, rafforzando competitività, trasparenza e fiducia sul mercato. Brochure EQUIPLANET

Tra gli aspetti emersi dal confronto, anche il rapporto tra sostenibilità e accesso al credito, sempre più rilevante per le imprese.

«La sostenibilità ha un impatto sempre più concreto anche nel rapporto tra imprese e sistema finanziario. Disporre di informazioni ESG strutturate, misurabili e verificabili consente all’impresa di rappresentare in maniera più completa il proprio profilo anche nei processi di valutazione del merito creditizio. EQUIPLANET risponde anche a questa esigenza: attraverso un sistema strutturato di gestione e rendicontazione mette a disposizione dati e indicatori utili nel dialogo con banche e investitori, contribuendo a rendere il percorso di sostenibilità dell’impresa leggibile e valutabile anche sotto il profilo finanziario», ha dichiarato Angelo Riccaboni, Presidente di Santa Chiara Next e Presidente EQUIPLANET.

«Oggi alle imprese non basta più dichiarare il proprio impegno: è necessario poterlo dimostrare attraverso dati, obiettivi e risultati verificabili. È qui che la certificazione assume un valore concreto, perché consente di dare credibilità al percorso intrapreso e di rispondere alle crescenti richieste di trasparenza che arrivano dal mercato, dagli stakeholder e dal sistema finanziario. Con EQUIPLANET vogliamo contribuire a diffondere un approccio alla sostenibilità fondato sulla misurabilità e sul miglioramento continuo», ha dichiarato Giuseppe Liberatore, Direttore Generale di Valoritalia, ente cofondatore dello standard insieme a Santa Chiara Next, spin-off dell’Università di Siena.

Ad aprire i lavori è stato Ferdinando Albisinni, Professore emerito dell’Universitas Mercatorum, con un focus normativo dedicato al greenwashing, tema sempre più centrale nel rapporto tra imprese, sostenibilità e mercato.

Il confronto è proseguito con il panel “Dalla sostenibilità alla certificazione”, dedicato al ruolo della certificazione nel rendere verificabili gli impegni assunti dalle organizzazioni. Sono intervenuti Guglielmo Auricchio, Head of European Market di Auricchio, Daniele Nannetti, CEO di Villa Petriolo, e Alessandro Barbieri, Responsabile Commerciale di Valoritalia.

«La continuità generazionale è un patrimonio da tutelare attraverso regole chiare di successione e una governance solida, capace di coniugare tradizione e innovazione. In questo percorso, il contributo di Equiplanet è stato determinante per definire procedure e standard condivisi, introducendo un modello organizzativo modulare, sviluppato inizialmente in Gennaro Auricchio S.p.A. e progressivamente esteso al Gruppo. Un’evoluzione che ha favorito l’integrazione tra le società, portando all’adozione della ISO 9001 multisito e all’allineamento alla ISO 14001, rafforzando la governance e promuovendo una cultura fondata su responsabilizzazione, delega e valorizzazione delle persone», ha spiegato Guglielmo Auricchio.

Il rapporto tra sostenibilità, accesso al credito e sviluppo del territorio è stato invece al centro del secondo panel, “ESG, credito e territorio”, con gli interventi di Paolo Tedeschi,

Direttore per la competitività territoriale della Toscana e Autorità di Gestione, Alessio

Ancillao, Head of Green Desk di BNL, Paolo Delprato, Responsabile Prodotti e

Finanziamenti Imprese – ESG di Banca MPS, Nadia Maselli, fondatrice di Find Facility Net, e Angelo Riccaboni.

A completare la mattinata, il panel “Filiere sostenibili: moda, accessori, agribusiness e turismo” ha ampliato il confronto alle specificità dei diversi comparti produttivi. Sono intervenuti Alessandro Pacenti, Presidente del Consorzio Physis, Cristiano Zazzara della NY University Stern, Giuseppe Romano, Presidente AIAB, e Giancarlo Reverenna, Vicepresidente nazionale FIAVET.

Come sottolineato da Alessandro Pacenti, Presidente del Consorzio Physis, «Per molte aziende della filiera l’ESG è ancora una richiesta che arriva dal cliente più che una scelta: un questionario da compilare, un audit da superare, spesso senza il tempo e le persone per farlo bene. È da qui che bisogna partire, senza retorica. Un consorzio non elimina la fatica, ma la distribuisce. Si condividono competenze, strumenti e costi, e chi è più avanti aiuta chi parte da zero. Il nostro compito come Physis è far sì che i dati raccolti siano affidabili e confrontabili lungo tutta la filiera, perché è su quelli che si gioca la credibilità di una certificazione».

L’incontro ha rappresentato un’occasione per mettere a confronto prospettive diverse – imprese, certificazione, istituzioni, finanza e filiere – su un tema destinato ad assumere un peso crescente nelle strategie aziendali: la capacità di tradurre gli impegni di sostenibilità in obiettivi, dati e risultati verificabili, rendendoli trasparenti e credibili nei confronti del mercato e degli stakeholder.

Il percorso di certificazione EQUIPLANET ha validità triennale e prevede una certificazione iniziale, una prima e una seconda sorveglianza e il successivo rinnovo.