“Guests” al Metropole. Le visioni di Christopher Bucklow tra luce, sogno e presenza, nella Venezia di Biennale 2026

Pubblicato il 3 aprile 2026

A Venezia, la luce non è mai solo luce: è riflesso, materia, trasformazione.

È questa qualità mutevole, sospesa tra acqua e cielo, ad aver attratto Christopher Bucklow negli anni in cui visse e lavorò in città, dando origine ai primi lavori della serie Guests.

In occasione di Biennale Arte 2026, è stata inaugurata ieri al Metropole la mostra Guests, curata da James Putnam in collaborazione con la Gervasuti Foundation. Una serie di opere fotografiche uniche, realizzate attraverso un processo ispirato alla camera oscura, in cui migliaia di minuscole aperture trasformano la luce del sole in immagini vive.

Ogni figura emerge da una costellazione di punti luminosi: piccoli soli che, insieme, delineano presenze vibranti e instabili, destinate a mutare con la luce stessa.

I Guests sono persone che l’artista ha sognato: apparizioni che si collocano tra conscio e inconscio, riflessi di una dimensione interiore che si manifesta come energia. Più che ritratti, diventano estensioni della sua stessa identità, presenze temporanee, come la luce che le genera.

L’esposizione rappresenta inoltre la più recente espressione di un percorso che, da anni, mette in dialogo l’arte contemporanea con gli spazi dell’Hotel Metropole. Un progetto nato dalla visione di Gloria Beggiato e avviato nel 2017 con la mostra Collection, portato avanti nel tempo come parte integrante dell’identità del Metropole.