Montezovo: i quattro vini iconici, espressione della visione di Diego Cottini e dei territori

Pubblicato il 11 giugno 2026

La produzione della cantina nasce da una visione fondata sulla ricerca, sulla conoscenza dei territori e sul coraggio di sperimentare. Attraverso quattro vini emblematici, Diego Cottini racconta un percorso imprenditoriale e umano che attraversa ambienti e denominazioni diverse, valorizzando le specificità di ogni terroir e traducendole in vini di forte identità, capaci di coniugare tradizione, innovazione e continuità familiare.

Oltremonte

Oltremonte si apre nel calice con una luminosità dorata. Il profilo aromatico è ampio e stratificato: la freschezza balsamica delle erbette di montagna e dei fiori di campo si intreccia a note di frutta gialla succosa, con richiami solari e tropicali che invitano al sorso. Al palato è teso ed energico, sostenuto da una vibrante freschezza e da una decisa impronta minerale che ne allunga la beva, definendo un carattere profondamente montano.

Questa espressione nasce sui pendii del Monte Baldo, a 900 metri di altitudine, dove la viticoltura si spinge oltre i confini tradizionali. Qui, dove l’aria è costantemente fresca e pura, il sole batte su un suolo chiaro di antico calcare, residuo di un fondale marino emerso milioni di anni fa. È in questo

equilibrio tra luce intensa ed escursioni termiche marcate che il Sauvignon trova le condizioni ideali per esprimere freschezza, precisione aromatica e profondità.

Il vigneto è un corpo unico di 8 ettari nel comune di Caprino Veronese, immerso in un ecosistema integro e biodiverso, tra boschi e prati incolti. I venti, freschi dalla cresta del Monte Baldo e miti dal lago di Garda, accompagnano la maturazione delle uve, mentre la straordinaria ricchezza botanica, che alterna flora mediterranea e montana, ha valso a questo territorio il nome di Hortus Europae. Da questo contesto nasce Oltremonte: un vino che racchiude la tenacia, la luce e la freschezza della montagna.

Un vino indicato per chi ama vivere all’aria aperta, cerca autenticità e benessere e riconosce nel vino un’espressione di natura, sostenibilità e condivisione consapevole.

Lugana

La gestione attenta dell’uva Turbiana e il lavoro meticoloso di Diego Cottini in cantina hanno dato vita a un Lugana capace di coniugare precisione espressiva ed eleganza, con una spiccata attitudine all’evoluzione nel tempo. È un bianco che racconta il territorio con profondità e misura, valorizzando freschezza, sapidità e complessità aromatica senza mai perdere equilibrio. Nel calice si presenta dorato, attraversato da luminosi riflessi smeraldo; al naso emergono note iodate, sentori di erbe aromatiche, zest di agrume e frutta gialla matura, con un delicato accenno di pepe bianco. Il sorso è energico e appagante, sostenuto da una sapidità profonda che accompagna una trama setosa, quasi cremosa e una lunga persistenza fresca e citrina.

Questa personalità unica nasce dal legame profondo della famiglia Cottini con il Lago di Garda: già negli anni ’60 il padre di Diego, Raffaello, aveva intuito il potenziale del territorio, acquistando la tenuta di Caprino e apprezzandone clima, suolo e bellezza. Da allora germogliava il sogno di coltivare queste pendici, concretizzatosi solo una decina di anni fa. A ricordare quell’attaccamento resta uno stemma araldico con la scritta “in ricordo di Sirmione”, oggi ripreso nell’identità visiva della Tenuta Le Civaie, simbolo dell’eredità affettiva che unisce la famiglia a questa terra.

Un vino indicato per un pubblico giovane, urbano e cosmopolita, che ama l’eleganza spontanea, le atmosfere senza tempo e le storie autentiche, e che sceglie il vino come espressione di stile, bellezza e identità.

Calinverno

Calinverno si presenta con un colore rosso rubino intenso. Al naso sprigiona profumi polposi di frutta rossa matura, in particolare ciliegia, prugna e lampone, accompagnati da note di rosa vermiglia e da un delicato intreccio speziato, frutto di un affinamento in botte di 24 mesi. Il sorso è profondo e ritmato: le sensazioni morbide e avvolgenti, originate dalla surmaturazione delle uve, si alternano a una freschezza sapida che sostiene la beva e ne definisce l’equilibrio.

Questo carattere nasce da una tecnica antica e naturale, la surmaturazione in pianta, resa possibile solo in condizioni ambientali molto particolari. Quando arrivano i primi freddi autunnali e sui grappoli si forma la calaverna, una sottile brina notturna, le uve restano appese ai filari e iniziano a concentrarsi lentamente, perdendo parte dell’acqua e intensificando aromi e struttura. È un processo che richiede osservazione quotidiana e un ambiente costantemente ventilato.

L’intuizione di Diego Cottini è stata applicare questa tecnica nell’Anfiteatro Morenico di Rivoli Veronese, dove i suoli ricchi di ciottoli garantiscono un drenaggio naturale e l’aria circola senza sosta. Le uve utilizzate sono quelle a bacca rossa tipiche del territorio (corvina, corvinone e rondinella) arricchite da piccoli apporti di cabernet e croatina, dando vita a un vino che unisce intensità, eleganza e tensione gustativa.

Un vino indicato per chi è curioso e sensibile alle storie, ama le esperienze autentiche e coinvolgenti, e vive il vino come un piacere lento, da condividere e raccontare, espressione di passione, identità e artigianalità.

Amarone

Nel calice si presenta con un rosso granato profondo. Il profilo olfattivo è intenso e stratificato: emergono inizialmente note speziate e avvolgenti di liquirizia, cuoio e tabacco, seguite da ricordi di frutta scura in composta, tra cui mora, lampone e ciliegia matura. Il sorso è caldo e possente, sostenuto da una trama tannica levigata e da una profonda sapidità, ravvivata dall’acidità dei piccoli frutti neri e da un elegante soffio balsamico che richiama eucalipto, resina e radice, accompagnando con continuità tutta la beva.

Questa espressione nasce nel Cru Zovolo, sulle colline di Tregnago, in Valpolicella Orientale, dove i vigneti si estendono per 12 ettari a 450 metri di altitudine. L’esposizione a sud, la protezione dei Monti Lessini e la presenza di ampie aree boschive creano un microclima unico, capace di imprimere al vino freschezza e una marcata impronta balsamica. I suoli di marna chiara e calcare attivo spingono le radici in profondità, conferendo concentrazione, tensione acida e complessità aromatica.

All’interno della tenuta, le uve selezionate appassiscono lentamente nel fruttaio per quasi 100 giorni, secondo una tradizione che richiede forti escursioni termiche e grande attenzione. È un processo che preserva l’integrità del frutto e ne amplifica l’espressività, scolpendo nel tempo una struttura profonda e armonica.

Questo vino nasce da una storia centenaria che lega la famiglia Cottini alla Valpolicella. All’inizio degli anni Duemila, Diego ha scelto di raccoglierne l’eredità reinterpretando l’Amarone in chiave contemporanea: un grande classico capace di parlare il linguaggio di oggi, senza rinunciare alla propria anima.

Un vino indicato per chi è riflessivo e ama prendersi il tempo per ascoltare storie, apprezza l’equilibrio tra tradizione e nuove interpretazioni, e vive il vino come un gesto di bellezza e contemplazione da condividere con chi sa ascoltare.