Il Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP porta a Palazzo Bastogi il suo progetto educativo per le nuove generazioni
Il 5 maggio è stato presentato a Firenze dal Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP il volume dedicato alla Cinta Senese DOP: un racconto d’avventura che, attraverso il viaggio nel tempo di un bambino di oggi, porta i giovani lettori dall’affresco del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti fino agli allevatori che negli anni Settanta salvarono la razza dall’estinzione.
Nella Sala delle Feste di Palazzo Bastogi, Sede del Consiglio Regionale della Toscana a Firenze, si è svolta la presentazione ufficiale del volume “Tobia e la Cinta Senese -Il segreto della fascia bianca”, il nuovo libro per ragazzi promosso dal Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP e scritto da Emanuele Biotti, con il contributo del Consiglio regionale della Toscana e il patrocinio dei Comuni di Siena, Poggibonsi e Sovicille.
Al tavolo dei relatori sono intervenuti Stefania Saccardi, Presidente del Consiglio regionale della Toscana, Leonardo Marras, Assessore regionale all’Agricoltura, Economia e Turismo, Nicolò Savigni, per il Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP, e lo stesso autore, a fare da mediatrice dell’incontro è stata Olga Mugnaini, giornalista de La Nazione.
Al termine della presentazione, una degustazione di Cinta Senese DOP, tegamaccio e prosciutto, curata da Paolo Gori della Trattoria da Burde.
«Solo un paio di mesi fa – racconta il Presidente del Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP Nicolò Savigni – abbiamo avuto il piacere di presentare “IL MAIALE VOLANTE” in occasione di Taste, ad un evento unico per il nostro Consorzio, come lo è unico quello di oggi dove la Cinta Senese DOP grazie ad un libro dedicato ai ragazzi permette di diffondere le sue caratteristiche valorizzando un’attività, come la lettura che non sempre ha l’attenzione che merita. Insomma la Cinta Senese DOP con i suoi antichi valori bene si sposa con arte e letteratura».
«La Cinta Senese DOP – ha detto la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi – rappresenta molto più di una eccellenza agroalimentare: è un simbolo identitario della Toscana, un esempio concreto di come tradizione, tutela dell’ambiente e qualità possano convivere e rafforzarsi a vicenda. Il valore di questa razza sta proprio nella sua storia, nella capacità di resistere all’omologazione e di mantenere un legame autentico con il territorio, i boschi e il lavoro degli allevatori. In questo senso, un progetto come il libro “Tobia e la Cinta Senese – Il segreto della fascia bianca” assume un significato particolarmente importante. Parlare ai più giovani attraverso il linguaggio del racconto significa costruire consapevolezza, trasmettere il valore della biodiversità e far comprendere che dietro ogni prodotto di qualità esiste una storia fatta di persone, scelte e responsabilità. Ed è proprio da qui che dobbiamo partire per continuare a valorizzare e proteggere il patrimonio toscano».
«Ringrazio il Consorzio della Cinta senese per questa iniziativa – commenta Marras, Assessore all’Economia, al Turismo e all’Agricoltura della Regione Toscana diffondere la cultura del buon cibo e della tradizione tra i più piccoli è fondamentale per mantenere vive pratiche e conoscenze che si tramandano da generazione in generazione. È la direzione che seguiamo anche col nostro progetto di valorizzazione e promozione dell’agroalimentare, Vetrina toscana, che prevede, tra le tante attività, proposte dedicate a bambini e ragazzi. Così con questo libro, la Cinta Senese con le sue peculiarità storiche, fa un altro passo avanti per diventare protagonista anche del futuro».
Il Consorzio: dalla quasi-estinzione alla DOP, una storia di rinascita
Negli anni Settanta la Cinta Senese era ridotta a poco più di quaranta esemplari. Un gruppo di allevatori scelse di preservarla rifiutando la logica degli allevamenti intensivi e riportandola nei boschi della Montagnola Senese, suo ambiente storico. Da quel nucleo nasce il percorso che ha portato alla costituzione del Consorzio di Tutela e, nel 2012, al riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta.
Oggi il Consorzio riunisce gli allevatori che aderiscono al disciplinare DOP e garantisce la tracciabilità dei capi allevati allo stato brado o semibrado nel territorio toscano. Il suo ruolo non si esaurisce nel controllo produttivo: il Consorzio tutela una razza autoctona che è parte integrante del paesaggio e della biodiversità regionale, e che proprio per questa ragione richiede una comunicazione capace di arrivare anche fuori dai circuiti specialistici.
Il libro: un patrimonio millenario raccontato ai bambini e il cibo come racconto
Il volume, rivolto a lettori dai nove ai dodici anni, è costruito come un racconto d’avventura. Al centro del libro c’è la Cinta Senese e la sua storia millenaria. «Attraverso il viaggio di Tobia, un ragazzo di oggi, viene raccontata la biodiversità, il benessere animale e il legame tra cibo e territorio — sostiene Biotti — perché ogni scelta, anche cosa mangiare, è un piccolo atto che cambia il mondo».
«La Cinta è già nell’affresco del Buon Governo di Lorenzetti del 1338 — racconta l’autore — Era lì settecento anni fa ed è ancora qui oggi. Quando il protagonista, abituato al cibo industriale, assaggia nel 1338 per la prima volta la carne di Cinta cotta lentamente, scopre un sapore che non conosceva: “bosco, ghianda, alloro, pepe”. In quel momento il cibo smette di essere “carburante” e diventa storia, terra, tempo, rispetto.
«Per il Consorzio questo libro rappresenta un investimento di lungo periodo – sostiene il Vice Presidente del Consorzio di Tutela della Cinta
Senese DOP Filippo Renieri – tutelare la Cinta Senese significa proteggere la razza, i boschi in cui vive e il disciplinare DOP, significa anche raccontarla a chi domani sceglierà cosa mettere nel piatto. Il viaggio di Tobia racconta tutto questo senza spiegarlo, ed è il modo in cui volevamo farlo».
La degustazione finale
Al termine della presentazione, gli ospiti hanno potuto assaggiare due preparazioni a base di Cinta Senese DOP, tegamaccio e prosciutto, curate da Paolo Gori, Trattoria da Burde, storico riferimento della cucina toscana a Firenze. La degustazione ha chiuso la mattinata riportando nel piatto, con coerenza, i temi del libro: il tempo lungo delle cose fatte bene, il rispetto per l’animale e per il bosco, il legame tra cucina e territorio.
Il Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP
Il Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP è l’ente riconosciuto dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste che riunisce gli allevatori aderenti al disciplinare DOP. Nasce per proteggere una razza autoctona toscana che negli anni Settanta era ridotta a poco più di quaranta esemplari, e che oggi torna a popolare i boschi su tutto il territorio toscano, grazie a un allevamento brado e tracciato dalla nascita. Il suo lavoro si muove su quattro fronti: tutelare la razza e il suo habitat, garantire il rispetto del disciplinare, promuovere la denominazione in Italia e all’estero, educare al consumo consapevole. Dal 2012 la Cinta Senese è ufficialmente DOP, e il Consorzio è il garante che dietro a quel marchio ci siano sempre le stesse regole: dal bosco al piatto.






