L’Associazione dei Vignaioli delle Colline di Riparbella: insieme per il territorio

Pubblicato il 5 novembre 2025

Obiettivi del sodalizio sono la promozione di una realtà che tra i punti di forza ha l’eccellente qualità dei prodotti, il basso impatto ambientale e una elevata biodiversità dal mare alle colline di 300 metri. Il lavoro di zonazione identifica il territorio vitivinicolo  come “Altamente Vocato”

Prosegue il lavoro delle cantine delle colline di Riparbella, in provincia di Pisa,in Val di Cecina , a circa 15 chilometri a nord di Bolgheri  cuore pulsante dell’enologia della Costa toscana, con l’Associazione Vignaioli delle Colline di Riparbella. Sette aziende (Podere La Regola, Duemani, Pakravan Papi, Colline Albelle, Tenuta Prima Pietra, Urlari e La Cava) che insieme valgono oltre 200 ettari di vigneti e una produzione che sfiora le 500 mila bottiglie di un vino frutto di una delle zone più vocate della Toscana. I vignaioli delle Colline di Riparbella sono insieme in questa associazione con la volontà di dare seguito a un’azione collettiva efficace di promozione e comunicazione del territorio e delle produzioni di qualità delle aziende vitivinicole ubicate nelle colline del Comune di Riparbella e zone limitrofe. E per valorizzare in maniera collettiva l’immagine e la rappresentatività del terroir vitivinicolo nel suo complesso e coinvolge anche tutta la collettività di Riparbella”, spiega il Presidente del gruppo di cantine, l’Avv. Flavio Nuti, amministratore del Podere La Regola, la prima cantina che ha fatto conoscere e parlare di questo territorio dal punto di vista vinicolo a partire dagli anni Novanta.

La Associazione comprende aziende che si trovano all’interno dei confini del territorio comunale di Riparbella (Pi) e zone limitrofe delimitate a sud dal fiume Cecina, a ovest dalla variante Aurelia, a est dalla strada provinciale di Miemo ed a nord dalle pendici del Monte Vitalba con il torrente Sterza a fare da confine. Quella di Riparbella, per il vino, è una vocazione antica che risale all’epoca etrusca e che oggi ha trovato grandi espressioni di carattere e di qualità. Le aziende della zona portano aventi una attività vitivinicola a basso impatto ambientale e seguono i canoni della sostenibilità anche attraverso pratiche di agricoltura biologica e biodinamica. Scopo dell’Associazione è la promozione della cultura del vino e delle produzioni di qualità delle aziende vitivinicole ubicate nelle colline del Comune di Riparbella e zone limitrofe. Le attività saranno finalizzate a far conoscere e valorizzare l’antica vocazione vitivinicola del territorio attraverso la promozione della produzione di vini di qualità e sostenibili. Tra gli obiettivi che si pongono i Vignaioli di Riparbella, quello di promuovere una crescita del valore patrimoniale delle aziende e dei terreni vitati attraverso un’azione collettiva efficace di promozione e comunicazione del territorio.

La realtà vinicola del territorio. L’alta vocazione vitivinicola del territorio di Riparbella è sempre più riconosciuta. A partire dagli anni ‘90 un gruppo di aziende, prima fra tutti Podere La Regola della famiglia Nuti, ha saputo comprendere e valorizzare le caratteristiche del territorio e ha contribuito a far emergere la sua vocazione. Nel corso degli ultimi 25-30 anni sono nate e si sono affermate aziende capaci di ottenere importanti riconoscimenti italiani e internazionali, e esprimere livelli di eccellenza paragonabili a quelli di territori più famosi, come la vicina Bolgheri. Inoltre, la zona ha suscitato e attratto anche importanti investitori istituzionali italiani e internazionali.

Caratteristiche del territorio. Il territorio di Riparbella presenta alcuni tratti distintivi, che consentono di qualificare l’area come un terroir vinicolo con sue marcate specificità. Tra queste spicca la varietà di quote e di prossimità al mare con altitudini variabili tra il 50 e i 450 metri e una grande differenza di orientamenti e pendenze adatti, per esposizione solare, ventilazione, e caratteristiche microclimatiche, a diverse tipologie di cultivar. La zona ha caratteristiche uniche per varietà di tipologie di suoli. La composizione dei terreni va dai gabbri (rocce di origine magmatica, molto aride e minerali) e basalti  ( Giurassico) , ad argille alluvionali “a palombini” con scheletri rocciosi ( del Cretaceo )  a terreni calcarei e acciottolati sabbiosi di origine marina e fluviale (Miocenio-Pliocenio) . Il patrimonio geologico presenta dunque molte potenzialità per la produzione di vini di eccellenza. Caratteristica peculiare è anche l’abbondanza di biodiversità spontanea. Le attività agricole e viticole di Riparbella sono fortemente integrate in estese aree naturali, di bosco e macchia mediterranea.

L’Associazione dei Vignaioli delle Colline di Riparbella: valorizzare un territorio che presenta alcuni tratti distintivi, che consentono di qualificare l’area come un Terroir vinicolo con sue marcate specificità. Ecco le considerazioni che hanno messo d’accordo le otto, al momento, realtà vitivinicole della zona.

  • Varietà di esposizioni e quote e prossimità al mare: l’area è un sistema collinare che copre il versante nord della Val di Cecina, con una prevalente affaccio a sud-ovest, nel tratto finale di apertura al mare e all’estremità settentrionale della Maremma. Presenta una grande diversità di parcelle e terreni vocati alla viticoltura, ad altitudini variabili tra il 50 e i 300 metri, e una grande varietà di orientamenti e pendenze adatti, per esposizione solare, ventilazione, e caratteristiche microclimatiche, a diverse tipologie di cultivar.
  • Ricchezza geologica: il territorio di Riparbella ha caratteristiche uniche per varietà di tipologie di suoli. La composizione dei terreni va dai gabbri (rocce di origine magmatica, molto aride e minerali), ad argille alluvionali “a palombini” con scheletri rocciosi, a terreni calcarei e acciottolati sabbiosi di origine marina e fluviale. Il patrimonio geologico presenta dunque molte potenzialità per la produzione di vini di eccellenza.
  • Abbondanza di biodiversità: le attività agricole e viticole di Riparbella sono fortemente integrate in estese aree naturali, di bosco e macchia mediterranea. Il paesaggio vitivinicolo presenta quindi una elevata sinergia con la biodiversità spontanea.
  • La spontanea comparsa e affermazione di una peculiare “tradizione vinicola” riparbellina. A partire dagli anni ‘90 un gruppo di aziende, sviluppandosi e affermandosi in modo indipendente, ha saputo comprendere e valorizzare le caratteristiche del territorio riparbellino, contribuendo a far emergere la sua vocazione.

Vi sono quindi molti fattori oggettivi che inducono a ipotizzare la costituzione di un soggetto associativo partecipato dalle aziende produttive, finalizzato a valorizzare e promuovere attivamente la specificità di Riparbella come Terroir vitivinicolo. L’utilità di tale associazione deriverebbe da almeno due ragioni:

  • Crescita del valore patrimoniale delle aziende e dei terreni vitati. Il valore commerciale dei vigneti e delle cantine, com’è noto, è largamente influenzato dal prestigio pubblico attribuito all’area di appartenenza. Un’azione collettiva efficace di promozione e comunicazione del territorio comporterebbe quindi un beneficio concreto per ciascuna azienda, in termini di incremento del valore di mercato dei suoi beni.
  • Un soggetto terzo, con un chiaro mandato di rappresentanza del terroir vitivinicolo nel suo complesso, avrebbe una capacità di valorizzarne l’immagine che nessuna azienda potrebbe esprimere da sola, per quanto già affermata.

Sia la comunità di Riparbella, sia le singole aziende, trarrebbero dunque benefici economici, di visibilità e di sviluppo concreti da iniziative di valorizzazione portate avanti da un’associazione finalizzata alla promozione collettiva dell’area vinicola.

Le aziende che compongono l’Associazione Vignaioli delle Colline di Riparbella, seguendo l’ordine di adesione all’atto costitutivo sono:

1) Podere La Regola

L’azienda vitivinicola Podere La Regola, nasce nel 1990, per volontà dei fratelli Luca e Flavio anche se la famiglia Nuti ha iniziato a produrre vino (la prima a Riparbella) in loc. “La Regola” (toponimo che si rinviene nelle carte catastali del 700’) sin dalla fine dell’800 quando il capostipite acquistò un piccolo appezzamento di terreno per coltivarvi un po’ di olio e un po’ di vino genuino per consumo familiare.

L’azienda, giunta alla 5 generazione, al momento, possiede 26 ettari di vigneto, divisi tra pianura (50 mt s.l.m.) e collina (100-200 s.l.m.), allevati in parte a cordone speronato in parte a guyot, con una densità di viti che va da 4.000 a 7.500 ceppi per ettaro e coltivati interamente con il metodo dell’agricoltura biologica, dopo un rigoroso percorso di conversione concluso nell’anno 2015. Alla coltivazione di vitigni autoctoni come il Sangiovese ed il Vermentino, l’azienda ha affiancato quella di vitigni internazionali a bacca Bianca fra i quali chardonnay e  sauvignon blanc  ( con cui produce il pluripremiato “Regola Bianco”) , ovvero a bacca rossa, tra i quali spicca il cabernet franc con cui produce in uvaggio al 100% il vino emblema “La Regola” nonché il Merlot 100% “Strido”, entrambi premiati dal Gambero rosso con i tre bicchieri . Degna di particolare nota è la produzione iniziata nel 2008 di 3 spumanti brut metodo classico da pinot nero, manseng e chardonnay da 36 a 60 mesi, nonché di un passito metodo vin santo e un olio biologico certificate a bassissima acidità.

Nella zona dove è stata di recente costruita la nuova cantina d’arte a opera dell’architetto Sergio Scienza e abbellita da affreschi del pittore Stefano Tonelli, sono stati rinvenuti resti di un antico insediamento Etrusco (VII sec. A.C) e numerose anfore vinarie a testimonianza della vocazione di questo territorio alla coltivazione della vite. Il clima temperato con escursioni termiche notturne grazie alla valle del fiume Cecina favorisce una maturazione ottimale delle uve, consentendo di ottenere vini molto freschi e di facile beva  ma anche di struttura e  persistenza aromatica dato che il terreno vitato è costituito prevalentemente da sabbie plioceniche ricche di fossili di conchiglie, con una percentuale di argilla, una stratificazione di rocce e minerali ricchi di ferro e con un’ esposizione solare dei filari di vite a sud-sud est che ne consentono una graduale e complete maturazione. La produzione si attesta oggi in circa 120-130.000 bottiglie

2) Duemani

Duemani nasce nel 2000 da Elena Celli e Luca D’Attoma, unendo le loro diverse competenze rispettivamente di carattere commerciale e produttivo; nel maggio 2023 Duemani è stata acquisita da Leone Alato, la holding agroalimentare del Gruppo Generali Assicurazioni. Situata sulla Costa Toscana, tra il Mar Tirreno e la macchia mediterranea, la tenuta consta di 17 ettari totali con una capacità produttiva di 60-70.000 bottiglie – di cui circa 8 ettari ad Ortacavoli (Riparbella), impiantati nel 2001, e circa 8,5 a Bagnoli. Qui cabernet franc, merlot, syrah e grenache vengono allevati esclusivamente con metodo biodinamico certificato Demeter. La conformazione del pendio forma un caratteristico anfiteatro di vigne, in un luogo estremo e scontroso, con predominanza di argilla e una forte presenza di sassi. Sole, luce e continue brezze garantiscono buone escursioni termiche, determinanti per i profumi e per una lenta maturazione, garanzia di perfetto equilibrio. La conduzione agronomica di Luca D’Attoma riserva al vigneto tutte le cure più attente, ricorrendo ad operazioni principalmente manuali, o con trattori piccoli e leggeri per le lavorazioni del suolo e la distribuzione dei preparati biodinamici. I vini che si ottengono, tra cui il cabernet franc Duemani e il Syrah Suisassi, hanno portato Duemani ad essere riconosciuta come uno dei migliori produttori biodinamici, con numerosi riconoscimenti ottenuti a livello nazionale e soprattutto internazionale. I vini sono distribuiti per il 66% all’estero e per la restante parte in Italia.

3) Pakravan e Papi

La Tenuta Pakravan Papi è stata fondata nel 2000 dalla scrittrice e storica italo-iraniana Amineh Pakravan e da suo marito, l’imprenditore italiano Enzo Papi, nella località storica di Ortacavoli, vicino al borgo di Riparbella. Orto ai Cavoli era in origine una tenuta agricola fondata intorno al 1740 dal marchese di Toscana Carlo Ginori per sostenere le bonifiche delle paludi della zona costiera di Cecina e della Maremma settentrionale. Dagli anni ’70 Pakravan e Papi hanno avviato un progetto di recupero architettonico e agricolo della proprietà, culminato con le prime piantagioni di varietà Chardonnay, Malvasia Toscana, Sangiovese, Cabernet Sauvignon/Franc, Merlot nel 1997. Ad oggi, i vigneti di Pakravan-Papi coprono una superficie di circa 22 ettari. I vini Pakravan-Papi trasmettono il complesso background culturale di Amineh Pakravan, di formazione francese, che condivide con il marito Enzo la passione per le scuole enologiche di Borgogna e Bordeaux, nonché il profondo radicamento nelle tradizioni e nel terroir della Maremma settentrionale, con il suo clima mediterraneo, la ricca biodiversità e la grande diversità geologica, che spazia dalla roccia magmatica del Gabbro alle argille a palombini del Chianti alle sabbie calcaree di origine marina lungo la Val di Cecina. a tenuta ha un’estensione di circa 90 ettari di cui 22 a vigneto fortemente integrati col bosco e con uliveti storici risalenti al 18° sec. per i restanti circa 70 ettari. La produzione annua è di circa 70-80.000 bottiglie. I vini sono curati dall’enologa Graziana Grassini e dall’enologa responsabile della cantina Alice Bono.

4) Colline Albelle
Colline Albelle è una giovane azienda toscana con sede nel comune di Riparbella, borgo medievale in provincia di Pisa, che vede come direttrice la dottoressa Nicoletta Dicova, master in Enologia e Marketing del vino, docente all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e nel percorso di studio per ottenere il titolo di Master of Wine. La tenuta prende il nome dai profili collinari di Riparbella, spesso avvolti nella foschia mattutina e dai suoli tufacei e chiari, tipici della zona. L’antico nome di Riparbella, infatti, era Ripa Albella, cioè Ripa bianca. A Colline Albelle il profilo delle colline disegna l’orizzonte a 360° col Mar Tirreno appena a 10 chilometri in linea d’aria. L’azienda e’ situata su un altopiano, a circa 200 metri d’altitudine sul livello del mare, circondata dai boschi in un areale ventilato e relativamente fresco – il vecchio nome del podere era infatti Poggio Ventoso –, così la location si presta molto bene alla viticoltura biologica/biodinamica. La tenuta comprende 15 ettari di bosco privato, 10 ettari di vigna e l’oliveta. Merlot e Vermentino sono le tessere di questo minuscolo mosaico, che punta a comporre una gamma di vini in purezza, accurati, emozionanti e autentici. La cantina ha sposato un percorso di sostenibilità, a partire dalla vigna fino alla produzione di circa 20mila bottiglie all’anno.

5) Tenuta Prima Pietra

Situata a Riparbella, Tenuta Prima Pietra si estende su una collina che domina il mar Tirreno. La tenuta si caratterizza dall’altezza del proprio vigneto, il più alto della costa Toscana e si trova a 450 metri s.l.m.

Il terreno è ricco di scheletro, argille ferrose e minerali, elementi che donano al vino caratteristiche importanti in termini di aroma e complessità. La tenuta presenta un unico corpo vigna con esposizione sud/sud-ovest, una luce piena ed intensa, che dona vitalità alle piante e di conseguenza al vino. Le vigne sono vitate a Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. Le costanti brezze provenienti dal mare garantiscono importanti escursioni termiche, determinanti per i profumi e per una maturazione graduale, garanzia di assoluto equilibrio del vino. Le viti sono allevate a Guyot e le concimazioni organiche, con sovescio e utilizzo di compost autoprodotto. Le lavorazioni del terreno sono manuali, così come le potature e la raccolta delle uve. In linea con la filosofia di rispettare l’ambiente e ridurre al minimo l’intervento umano sul naturale corso della natura, anche la cantina della tenuta è stata costruita recuperando un antico casale presente sul terreno. Produzione annua: circa 35-40.000 bottiglie
in 11 ettari vitati.

6) Urlari

L’Azienda Agricola Urlari è una cantina di qualità situata sulla costa etrusca della Toscana, affacciata sul Mar Tirreno. Produce 3 etichette: “Pervale”, un blend di Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Alicante Bouschet, L’Urlo, 100% Merlot, e “Ritasso”, 100% Sangiovese.

L’Azienda Agricola Urlari è un’azienda dove le tradizioni del vecchio mondo incontrano l’innovazione del nuovo. Urlari abbraccia la filosofia della cultura vinicola italiana, secondo la quale il fattore più critico nella produzione di un grande vino è la purezza e l’intensità dell’uva, e quindi le aggiunte nel processo di vinificazione sono limitate. Dall’altro lato, la cantina seppur di non grandi dimensioni è tecnicamente all’avanguardia ed utilizza  attrezzature  avanzate per la fase di fermentazione che di affinamento dei vini. Si sperimentano le più moderne teorie nei nostri processi di vinificazione e si è investito in tecnologie innovative che proteggono il frutto e ne esaltano i sapori in modo naturale. In tutto L’azienda conta  10,5 ettari vitati per una produzione di circa 40-45.000 bottiglie annue.

7) Cantina La Cava

La Cava appartiene alle antiche cantine della comune di Riparbella, nel cuore della bellissima linea di costa della Toscana. Il primo inizio documentato de La Cava risale alla metà del XIX secolo. Intorno al 1960 la cantina fu chiusa e i cantieri furono in gran parte abbandonati. Dal 2014 la cantina è stata riportata in vita. Dopo molti anni di pianificazione, investimenti significativi e dieci anni di duro lavoro, oggi La Cava offre un’ottima cantina, un luogo dove ritrovarsi e godersi le degustazioni, un ricco terroir con nuovi vigneti e una fantastica vista sul mare. Coltivamo cinque diverse varietà di uva: Sangiovese, Syrah, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Vernaccia. In totale l’Azienda si estende per 13 ettari, di cui 7 coltivati a vite, per una produzione di circa  10-15.000 bottiglie.