Toscana Wine Architecture: l’impresa della rete. Le eccellenze del vino si alleano per promuovere il turismo enogastronomico

Pubblicato il 2 agosto 2018

Toscana Wine Architecture: l’impresa della rete, correre insieme anziché concorrere. Le eccellenze del vino si alleano per promuovere il turismo enogastronomico.

1500 ettari vitati, 6 milioni di bottiglie prodotte, 550 persone impiegate e oltre 50 milioni di fatturato annuo, ecco i numeri di Toscana Wine Architecture la rete d’imprese primo esempio in Italia a valorizzare vino, architettura e turismo.

Il valore dell’impresa va ben aldilà del semplice valore economico delle singole imprese che la compongono perché lo scopo è più alto: non concorrere, ma correre insieme per raggiungere l’obiettivo; rafforzare e portare avanti la Toscana del vino nell’ambito del turismo enogastronomico investendo nella promozione del territorio.

Questo importante progetto è portato avanti da alcune delle aziende più rappresentative del panorama vitivinicolo italiano che, in un settore ad altissima competitività, hanno invece deciso di unire le forze per perseguire un obiettivo comune.

Toscana Wine Architecture è una rete, costituita nel 2017, che riunisce 14 cantine di design (Cantina Antinori nel Chianti Classico, Caiarossa, Cantina di Montalcino, Castello di Fonterutoli, Colle Massari, Fattoria delle Ripalte, Il Borro, Le Mortelle, Petra, Podere di Pomaio, Rocca di Frassinello, Salcheto, Tenuta Ammiraglia – Frescobaldi, Tenuta Argentiera) che hanno fatto singolarmente investimenti significativi e hanno deciso di puntare su una strategia comune, per accogliere turisti e visitatori da tutto il mondo.

I dati sembrano dar loro ragione visto che le cantine della rete segnalano un incremento medio del 20% dei visitatori rispetto al primo semestre dello scorso anno.

Quattordici importanti realtà, dalle più antiche e storiche alle più giovani e dinamiche, diverse per storia e dimensioni, ma unite dall’amore per il vino, il territorio, l’arte nella sua connotazione più ampia e il rispetto per l’uomo e l’ambiente.

Opere d’arte dove l’uomo è al centro. Non musei, ma realtà operative pensate e create per facilitare il lavoro in cantina, progettate per produrre al meglio, con il minor impatto ecologico perché l’energia più pulita è quella che non si consuma. Aziende che hanno scommesso sull’enoturismo e sull’accoglienza perché ritengono che far vivere un’esperienza sia essenziale per il futuro di questo comparto.

Un gruppo di grandi imprese vitivinicole che si unisce perché crede in un’impresa ancora più grande: promuovere una visione della Toscana contemporanea che sia all’altezza di quanto gli antenati hanno saputo lasciarci in dono. Nuovi custodi di un paesaggio che è un vero e proprio patrimonio dell’umanità.

Toscana Wine Architecture viene promosso da Regione Toscana in collaborazione con Vetrina Toscana, Federazione Strade del Vino, dell’Olio e dei sapori di Toscana in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana.

 

Da sinistra a destra in prima fila: Piermario Meletti Cavallari (Fattoria delle Ripalte), Allegra Antinori (Cantina Antinori nel Chianti Classico e Le Mortelle), Jacopo Rossi (Podere di Pomaio), Lamberto Frescobaldi (Tenuta Ammiraglia – Frescobaldi), Paolo Panerai (Rocca di Frassinello)

In piedi: Giovanni Mazzei (Castello di Fonterutoli), Julian Reneaud (Caiarossa), Salvatore Ferragamo (Il Borro), Michele Manelli (Salcheto), Lorenzo Danielli (Cantina di Montalcino), Marco Rossi (Podere di Pomaio), Federico Zileri (Tenuta Argentiera)